P. F. A. Potter's Fanfictions Archive

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Solo un piccolo aiuto, one-shot,NC17,Lemon
view post Posted on 27/5/2006, 22:44Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/12/2009, 17:54


Se qualcuno si sarà chiesto come sia stato possibile che le persone meno improbabili(almeno nel 5° libro)abbiano poi formato una Coppia con la C maiuscola...ecco forse quello che è accaduto.
Secondo la mia mente bacata ci voleva solo un aiutino e magari a darlo è stata la persona più insospettabile.

Personaggi:Severus Piton,James Potter,Lily Evans,i Malandrini
genere:romantico,suspance(ma sì mettiamocelo)
Rating:NC17
note:lemon
Avvertimenti:I minorenni sono pregati di non leggerla.



SOLO UN PICCOLO AIUTO

“Hai preso una decisione Severus?”
“No!”
“Non credi di tirare troppo la corda?”
“E tu non credi che stai rompendo troppo le scatole, Bellatrix?”
La giovane Serpeverde assottigliò gli occhi neri emettendo un suono stizzito.
“Che stai preparando?”chiese, decisa a riprendere l’argomento più tardi quando si sarebbero rivisti in Sala Comune con il resto della banda.
Severus Piton sollevò lo sguardo tagliente dall’efflusso di fumi odorosi provenienti dal suo calderone in ebollizione.
“Una minestra” rispose secco.
Bellatrix sbuffò.
“Ok…ho capito! Mi trovi in Sala Grande…se cambi idea”
“Non lasciarti divorare dall’ansia” rispose aspro senza guardarla, mentre lei usciva dall’aula dei sotterranei.
“Pronta!" esultò il giovane Severus e subito prese una parte di pozione, che riluceva con i suoi riflessi perlacei alla fioca luminosità delle torce, versandola in una piccola fiaschetta che tappò soddisfatto.
°°°
“ Evans…Evans…per Merlino fermati un attimo! ”
La giovane Grifondoro si arrestò voltandosi di scatto e dopo aver scostato delle ciocche scarlatte dal viso stagliò un dito minaccioso in mezzo al petto di James.
“Dimmi quale parte della frase ‘ Va a farti fottere’ non hai capito, Potter! ”
“Dai…non puoi dire sul serio…ma cosa ti ho fatto? ”
La rossa si portò un dito alle labbra battendo un piede sul pavimento dell’ingresso alla Sala Grande “Vediamo un po’…forse sarà semplicemente il fatto che …esisti? ”
“ Evans...ti prego ”
“ Ho detto di no! Non ti porto con me alla festa di Slughorn! ”
E senza attendere repliche s’incamminò decisa verso la Sala gremita di studenti.
Era ora di cena e le vacanze di Natale erano alle porte.
La Gazzetta del Profeta riportava ormai da settimane notizie di strani accadimenti fuori Hogwarts. Si aveva il sentore che qualcosa d’infausto soffiasse nell’aria, incidenti, misteriose sparizioni…odore di morte.
I genitori della maggior parte degli studenti avevano scelto di non farli rientrare per le vacanze e il preside Silente aveva deciso di organizzare dei tornei di svariati giochi magici per occupare il tempo dei ragazzi.
Lily Evans, caposcuola della Casa Grifondoro, aveva ricevuto il compito di annunciare tali novità a tutti gli studenti.

“Ehm…ehm”
Lily stava detergendosi accuratamente le labbra con il tovagliolo.
Aveva appena terminato la sua cena, quando l’avvicinò una bambina del primo anno di Tassorosso, rossa in viso dall’imbarazzo.
“Dimmi pure, mia cara! ”
La biondina intimorita le allungò un pacchetto rivestito d’argento e infiocchettato da un nastro dello stesso colore.
“E’ per me?”
Lily accettò il pacchetto sorridendo dolcemente alla primina e subito dopo lo scartocciò . Era una scatola verde smeraldo e all’interno era racchiuso un cuore di cioccolata grande quanto un pugno.
“ Che carino! Grazie! ”
“ Non è mio!” la informò la ragazzina, mentre si sistemava una ciocca bionda dietro l’orecchio, “ Me l’ha passato… uno di Corvonero del secondo anno e a lui l’ha dato un’altra ragazza. Mi hanno detto di dirti che è da parte di un ammiratore”
Lily osservò la bambina accigliandosi un po’. Si guardò rapidamente intorno sperando di capire al volo chi fosse stato il mittente, poi si soffermò su James che era seduto a qualche posto più avanti e che conversava fitto fitto con Sirius Black.
Se pensa di comprarmi con un etto o due di cioccolato, si sbaglia di grosso! – pensò nervosa.
Lily ringraziò con tono cordiale la biondina che accennò un inchino e si allontanò.
Stava contemplando l’idea di rifilare il pacchetto e annesso contenuto a qualche altra ragazza, magari la più insopportabile e detestabile della sua Casa e dirle che era da parte di James, quando le si affiancò proprio l’oggetto del suo malumore.
“ Ho saputo che qualcuno si è svenato stasera! ” , le disse con un tono piuttosto caustico.
Lily lo squadrò assottigliando lo sguardo.
“ Come volano le notizie…e tu…naturalmente non ne sai niente?!”
James fece spallucce, ma gli occhi color caffè dietro i vetri degli occhiali avevano assunto una tonalità pece e le labbra erano tirate in un sorriso falso.
“ Se voglio conquistare una ragazza non ricorro a questi mezzucci da ragazzini e poi…sapendo come adori il cioccolato… ti avrei regalato una fabbrica intera e non un misero cuoricino”
Lily gli mostrò un ghigno divertito.
“Bene…allora vuol dire che accetterò più che volentieri questo ‘ misero cuoricino’ visto che non è da parte tua!”
E con un sorriso beffardo lo addentò con uno scrocchio, mugolando subito dopo per mostrare quanto avesse gradito quel dono.
“Eccellente! ” biascicò addentandone un altro pezzo ancora più grande fino a riempiesi la bocca, quasi che trovò difficoltà nel masticarlo.
James la guardava furioso. Non appena avesse indovinato chi fosse stato a mandarle quel pacchetto, aveva già in mente centodieci modi per fargliela pagare. Tutta Hogwarts sapeva che Lily Evans era off-limits, tranne che per lui.

“ LA CAPOSCUOLA LILY EVANS E’ PREGATA DI RAGGIUNGERE IL TAVOLO DEI PROFESSORI! ”

La voce amplificata di Silente risuonò cavernosa in tutta la Sala Grande.
Era una notte serena e il soffitto incantato era trapunto di stelle sfavillanti.
Lily sobbalzò. Aveva ancora la bocca impastata di cioccolato che era riuscita con fatica a deglutire.
Rimise l’altra metà del cuore nel suo contenitore e, dopo essersi strofinata per l’ennesima volta le labbra, ghiacciò con un’occhiata in tralice sia James che Peter Minus che stava guardando quel dolce con aria golosa.
“Che nessuno s’azzardi a prenderlo…chi ci prova è un uomo morto!”
E buttando i capelli all’indietro si avviò al podio avanti al tavolo dei professori sfoggiando un sorriso smagliante per l’occasione.
Lily raggiunse Silente che le lasciò il posto ritornando alla sua poltrona e dopo essersi schiarita la voce si portò la bacchetta alla gola pronunciando l’incantesimo Sonorus.

“ James…che fai? ”
Peter sgranò gli occhietti acquosi piuttosto spaventato.
“ Vuoi farti ammazzare? ”
Il giovane cercatore dei Grifondoro aveva preso la metà del cuore di cioccolato dalla scatola.
“Quando mi capita più di sentire il sapore della saliva della Evans!”
E così dicendo diede un morso al cioccolato immaginando con lascivia le labbra che l’avevano toccato pochi secondi prima, mentre un Remus Lupin scorato scosse la testa prima di servirsi di un succo di zucca.
Quando Lily aveva iniziato a pronunciare il suo discorso, James Potter aveva fatto fuori l’ultima parte del cuore di cioccolato.

…ECCO… QUINDI… IO, GLI ALTRI CAPISCUOLA…I PREFETTI… ABBIAMO AVUTO IL COMPITO DELL’ORGANIZZAZIONE DI QUESTI TOR…TORNEI. QUALSIASI DUBBIO…CHE AVRESTE …IN MERITO...SIETE PREGATI …DI RIFERIRVI AI PREFETTI DELLA CASA…DI…APPA…APPARTENENZA…CHIEDO SCUSA…

Lily aveva tenuto la prima parte del discorso in maniera impeccabile, ma ,ad un certo punto, tutta la Sala davanti a lei prese a vorticare e sentiva che le gambe tremanti e instabili. Dopo aver concluso, con grande sforzo da parte sua, si voltò verso Silente per chiedere il permesso di allontanarsi e non appena il preside le fece un cenno di assenso col capo, Lily uscì affrettata dalla Sala.
Una volta nell’ingresso cominciò a correre salendo le scale che l’avrebbero portata fin su alla Torre dei Grifondoro. Il cuore sembrava essersi gonfiato a tal punto da dare l’impressione di volerle balzare dal petto o scoppiare, e non solo per la corsa.
Era al secondo piano, quando due braccia forti l’afferrarono da dietro per la vita.
Dopo il sussulto dei primi secondi, Lily si voltò per scoprire chi potesse essere e in cuor suo sperava che fosse l’unica persona il cui nome e il cui volto sorridente e sfacciato aveva cominciato a comparire nei suoi pensieri mentre teneva quel cavolo di discorso.
“Tutto a posto?”
“Oh…sei tu!Sì… mi sento meglio, grazie!”
“Davvero?”
“Davvero…è stato solo un capogiro…sai la stanchezza”

Severus la scrutò accigliato. Si chiedeva cosa fosse andato storto.
“Vuoi che ti accompagni? ”
“No...non preoccuparti…sto bene adesso! ”
“Lily…lo so che non è il momento…ma per la festa di Slughorn…mi chiedevo…se tu…”
“Sevy…non è cambiato nulla…ci vediamo lì. Non credo che sia una mossa sensata andarci insieme…tutta la scuola lo saprebbe…i tuoi compagni…”
“Che s’impicchino! ” rispose torvo “ E'da quando avevo undici anni che sono abituato a dormire con un occhio aperto e la bacchetta sotto il cuscino”
“Mi dispiace! ” rispose, ma in realtà sembrava che a parlare fosse stata un’altra. In quel momento non sentiva dispiacere o rammarico dentro di sé, ma solo una gran voglia di fuggire lontano.
“Ti prego Sevy…lasciami andare…ho bisogno di stare da sola! ”
Severus si rese solo allora conto che la stava tenendo ancora stretta a sé, con le braccia intrecciate attorno alla sua vita sottile. Non era mai riuscito a starle così vicino. Sospirò affranto prima di allontanarsene a malincuore. Quando la vide andar via gli sembrò che qualcuno gli avesse strappato gli occhi, tanto erano restati incatenati a quelli intensamente verdi e brillanti di lei. Prese, infine, la via dei sotterranei amareggiato e deluso.
Cosa era andato storto?
Lily riprese il suo cammino verso la Torre, questa volta meno agitata, ma con una sensazione strana allo stomaco che si faceva via via più intensa. Al quarto piano le era sembrato di udire dei passi seguirla. Immaginò che Severus non avesse desistito dall’accompagnarla. Si voltò seccata verso la sorgente dei passi, ma non vide nessuno. Forse il malore le faceva immaginare le cose.
Raggiunse il ritratto della signora grassa sollevata, ma con quella sensazione che le faceva battere il cuore esageratamente e che poteva essere scambiata per ansia. Quando si trovò nella sala comune tirò un sospiro di sollievo, ma s’accorse di provare il desiderio di ritornare subito indietro.
“Cosa diavolo mi succede?”
Si lasciò cadere sul divano di fronte al caminetto dove un fuoco scoppiettante e ardente si rifletteva nei suoi occhi lucidi. Udì dei passi avvicinarsi. Si voltò di scatto. Questa volta era certa di non averlo immaginato.
“Evans!”
“James?”
Non s’era accorta di averlo chiamato per nome. Il ragazzo aggrottò la fronte e la raggiunse sedendosi al suo fianco.
L’espressione di James Potter era colma di viva preoccupazione e senza pensare al rischio di essere mandato a farsi un giro, allungò la mano per scostarle la frangia che le si era appiccicata sugli occhi. Lily aveva il viso arrossato e caldo.
La ragazza socchiuse gli occhi ansimando. James incoraggiato dal suo gesto, le prese le mani tra le sue. Erano ghiacciate.
“Cosa ti senti?” le chiese, mentre si faceva strada in lui il desiderio di portarsi quelle mani alle labbra e poi stringerla a sé.
Lily non rispose. Lo guardò come se lo vedesse per la prima volta.
Davanti a lei non c’era, in quel momento, Potter, l’insopportabile dongiovanni di Hogwarts, il ragazzo che non le aveva dato un attimo di tregua da due anni a quella parte, colui che non perdeva occasione per pavoneggiarsi con i suoi amici delle proprie abilità…ma c’era James…solo James.
Che nome dolce- pensò- che occhi profondi…che sorriso…
In un sussurro pronunciò il suo nome, mentre chiudeva gli occhi e gli si avvicinò titubante con le labbra leggermente schiuse.
Il giovane avvertì nel petto la stessa sensazione che provava ogni volta che scendeva in picchiata sulla sua scopa a folle velocità.
Il cuore cominciò a martellare furente, così forte che ogni vena del corpo pulsava all’unisono. In un istante le catturò quelle labbra invitanti e da troppo tempo sognate e dopo pochi secondi da quel contatto erano distesi sul divano a divorarsi a vicenda.
James si sentiva esplodere, la pelle bruciare dal desiderio. Mai avrebbe immaginato di provare delle sensazioni così devastanti e nonostante la mente era ormai avvolta in una fitta nebbia, era consapevole che il contatto con quel corpo caldo lo avrebbe ben presto portato all’orgasmo.
James…ti voglio!”
Quelle parole gli riscaldarono l’orecchio, la gola e persino il cuore come una vampata di fuoco. La strinse ancora più forte singhiozzando all’unisono con lei, con i suoi gemiti, le sue risate. Si alzarono senza staccare le labbra l’uno dall’altra e presero la direzione dei dormitori incespicando più volte sulle scale.
James aprì con difficoltà la porta della sua camerata, troppo intento a non lasciarsi sfuggire le labbra di Lily per più di un secondo. Cominciarono a liberarsi degli abiti freneticamente e quando si buttarono sul letto in pochi minuti erano completamente nudi.
James dovette lottare contro entrambi per non consumare il rapporto in una fiammata. L’aveva desiderata per anni e voleva avere il tempo di contemplarla, di accarezzare ogni parte del suo corpo, di contare a fior di labbra ogni lentiggine che decorava la sua meravigliosa pelle. Ma il richiamo di Lily suonava come una supplica disperata.
“James…ti prego…adesso…ti prego!”
Qualsiasi cosa fosse scattato nella testa della caustica e rigida Lily Evans era qualcosa che aveva infiammato i sensi ad entrambi. Sorvolando tutti i dovuti preliminari, James entrò in un solo colpo dentro di lei lasciandole sfuggire un grido che somigliava più a un ruggito. Aveva rotto la sua barriera e non solo quella fisica. Era talmente eccitato che non riusciva a capire se i lamenti di lei fossero di piacere o di dolore. Ormai non poteva fermarsi, non riusciva a rallentare, era al limite.
Lily si contorceva, lo teneva stretto al suo petto, lo attorcigliò con le braccia, le gambe. Era incatenato al suo corpo, cosicché, in barba ad ogni buona misura di contraccezione, James non riuscì a staccarsi da lei in tempo inondandole le pareti di carne pulsanti e doloranti con il suo seme.
E poca importava se Lily non avesse raggiunto il piacere con lui, perché lei con le sue scosse e i suoi movimenti sinuosi, continuava a stringerlo, a baciarlo febbricitante. James ben presto sentì il suo membro ridiventare turgido e crescere dentro di lei come se il desiderio non si fosse esaurito nemmeno un attimo. Ricominciò ad ondeggiare sul suo bacino, questa volta con più calma, ma non con meno soddisfazione.
“Lily…ti amo…lo sai che ti amo, vero?
“Sì…James…anch’io ti amo”
Quelle parole gli procurarono una scossa di piacere, se fosse stato possibile, ancora più forte del suo orgasmo. Aumentò il ritmo, mentre con la bocca cominciò a titillare i suoi capezzoli rosei ed eretti, a cibarsi della sua pelle, a dissetarsi del suo respiro.
“JAMES…AAAH… DIO… JAMES!”
Lily si morse le labbra forti, James affondò il viso tra i seni e quando cominciò a sentire il corpo di lei venire meno, aumentò in maniera caotica il ritmo fino a raggiungere il piacere un attimo dopo di lei.
Erano esausti, sudati. L’aria era densa come vapore, quasi irrespirabile.
Ciò non tolse che continuarono per un tempo che sembrò infinito a restare stretti l’un l'altra coprendosi di carezze, gesti affettuosi, a sussurrarsi parole tenere, a scambiarsi baci carichi di promesse.
Ad un certo punto Lily si addormentò fra le sue braccia e James restò ancora per molto tempo a contemplare ogni parte di lei, fino a quando non udì i suoni provenire dalla sala comune. Gli studenti erano rientrati.
Cercò di svegliarla, ma lei sembrava impermeabile ad ogni parola. James, allora, si divincolò docilmente dal suo abbraccio e in fretta si alzò raccogliendo i vestiti sparsi per la stanza e ficcandoli velocemente sotto il letto. Poi si adagiò di nuovo accanto a Lily che dormiva profondamente e bloccò le cortine con un incantesimo. Infine afferrò le coperte e coprì entrambi, accoccolandosi contro di lei, consapevole che la felicità di quel momento gli avrebbe impedito di chiudere occhio.
E, infatti, il sonno arrivò tardi, quando ormai i suoi compagni di stanza erano rientrati parlottando sottovoce.

°°°

“James…James…ma che cavolo! Perché queste cose non si aprono?”
James si svegliò al richiamo di Sirius. Si sentiva stordito, come se fosse stato drogato. Si stropicciò gli occhi sbadigliando e fu scosso dai brividi.
Perché era nudo?
Poi sentì un mugolio sommesso da sotto le coperte e scoprì delle ciocche rubino stagliarsi nitide e prepotenti sulla stoffa bianca del cuscino. Sorrise fra sé e il cuore fece un balzo. Non aveva sognato.
“James…vuoi aprire questo cazzo di tende?”
La voce di James arrivò dalla capanna di velluto rosso leggermente impastata.
“Non aspettarmi Sirius…vai pure!”
James sentì Sirius sbuffare e attese finché non ci fu il totale silenzio intorno a lui prima di aprire le cortine. Scese dal letto e andò in bagno. Quando ne uscì era completamente vestito e trovò Lily seduta in mezzo al letto con tanto di occhi sgranati.
L’urlo che ne seguì fu da guiness dei primati.
“PORCO…CHE CI FAI NELLA MIA STANZAAA!!!”
Prima che potesse replicare, James si vide raggiungere in faccia dal cuscino e da ogni oggetto che Lily avesse a portata di braccio.
“FUORI DI QUIII!!!"
James non se lo fece ripetere una seconda volta e prima che la ragazza avesse modo di agguantare anche la propria bacchetta scappò di volata dalla stanza.
“E’ impazzita!E’ impazzita!” ansimò una volta chiusa la porta.
Quando constatò che era appena stato sbattuto fuori dalla sua stanza, rientrò con uno sguardo truce e armato di tutto il santo coraggio... e le dita strette intorno alla sua bacchetta.
“QUESTO E’ IL MIO DORMITORIO” riuscì a gridare prima che Lily gli lanciasse una brocca d’argento che lui fu lesto a parare con un incantesimo scudo.
“MA COSA DIAVOLO TI E ‘ PRESO…SI PUO’SAPERE?”
Lily si era avvolta in un lenzuolo e aveva cominciato ad agitarsi in giro per la stanza alla ricerca dei suoi vestiti.
“Sono sotto il letto! ” le disse James asciutto.
James la sentiva affannata e borbottare fra sé. Era furiosa.
“Lily…ti prego. Dimmi cosa c’è che non va…perché ti comporti così… dopo quello che è accaduto ieri sera?”
“Ieri sera, Potter?”
Lily strinse gli occhi strofinandosi la fronte con le dita.
“Ieri sera io ero in Sala Grande…poi tutto si è messo a girare e ho visto Severus e poi…”
Il suo sguardo si allargò di comprensione.
“OMMIODDIO…OMMIODDIO! ”
Le sue labbra presero a tremare e puntò il suo dito minaccioso contro il giovane “TU…sei stato tu…mi hai drogata…mi hai costretta a venire nella TUA CAMERA!”
“Io non ti ho drogata! ” berciò indignato “L’hai voluto anche tu…ANZI SOPRATTUTTO TU! ”
Lily aveva recuperato la sua divisa e sfortunatamente per lui anche la sua bacchetta. Prima che l’altro potesse intuirlo, Lily gli scagliò uno schiantesimo che gli fece fare un volo acrobatico per la stanza.

°°°

La camminata nervosa di Lily Evans non passò inosservata tra i corridoi e tanto meno in Sala grande, gremita per la colazione, e non solo perché sembrava che sbuffasse vapore come l’espresso di Hogwarts, ma anche perché per la prima volta non era abbigliata in modo composto e impeccabile come oramai tutti erano abituati a vederla.
La coda di cavallo era storta e molte ciocche ribelli sfuggivano in ogni direzione, il mantello era stropicciato e abbottonato male e, infine, aveva calcato la mano con il trucco. Quando mise piede nella Sala, molte teste si voltarono nella sua direzione, soprattutto quelle dei Serpeverde che presero a ridacchiare sotto i baffi. E fu proprio al loro tavolo che Lily si avvicinò.
Piton!”
Il giovane sgranò gli occhi neri come scarafaggi irrigidendosi sulla sedia come un blocco di granito.
“Piton!” lo chiamò di nuovo la rossa incrociando le braccia e battendo un piede a terra impaziente.
Un Serpeverde al fianco del ragazzo si voltò verso di lui corrugando la fronte “Che vuole la mezzosangue da te?”
“Adesso gliene vado a cantare quattro, Nott ”.
Così dicendo si alzò raggiungendo la Grifondoro che non aveva un aspetto tanto amabile e tranquillo quella mattina.
Severus stava per uscire dalla Sala credendo che Lily lo seguisse a ruota, invece la ragazza lo afferrò per un braccio e poco delicatamente lo spiaccicò contro il muro lasciandogli sfuggire un gemito.
“Allora…vuoi ancora andare alla festa di Slughorn con me a Natale? ”
Severus non credeva alle sue orecchie. Fece fatica a connettere, tanto che annuì con il capo senza fiatare.
“E non t’importa che ci vedano insieme, vero? ” continuò lei con un tono che non ammetteva repliche.
Severus scrollò il capo.
“Bene…mi fa piacere! ” disse con il solito tono secco.
Fece per voltarsi, notando che tutti gli occhi erano puntati su loro due, quando si girò di nuovo verso di lui e gli stampò un bacio sulle labbra con tale veemenza che se il muro fosse stato più morbido avrebbe preso la forma del suo corpo.
“Bene! ” esclamò la rossa con il volto contratto e andò a sedersi al suo tavolo dove più di un Grifondoro aveva rischiato di strozzarsi con il succo di zucca mattutino.
Severus Piton invece rimase ancora spalmato al muro, con lo sguardo vacuo e un sorriso ebete tipico di un incantesimo di memoria mal riuscito.
Nott gli si avvicinò sogghignando “Gliene hai proprio cantate quattro, vedo!”
°°°
“JAMES…JAMES!!! ”
Sirius chiamava l’amico a gran voce mentre saliva di corsa le scale che portavano al dormitorio maschile del settimo anno, seguito da un Peter che ansimava asmatico e un Remus sconvolto.
“JAMES… BRUTTO FIGLIO DI UNO SNASO STRABICO! DOVE TI SEI CACCIATO?! ”
Una volta entrati nel dormitorio trovarono il giovane amico accasciato a terra e privo di sensi.
Remus lo innervò una volta assicuratosi che era solo stato schiantato.
“Stai bene, James? Ma che sangue d’inferno è successo qua dentro? ”
Il moro si rimise in piedi gemente e indolenzito raddrizzandosi gli occhiali sul naso.
“Niente…” rispose stirandosi la schiena “Un esperimento mal riuscito! ”
Ancora intontito il giovane cominciò a sorbirsi il racconto concitato di qualcosa che doveva essere accaduto da poco, ma faceva fatica a capire, non solo perché le parole inciampavano le une sulle altre, ma anche perché Sirius e Peter glielo stavano raccontando in un coro sfasato.
Le uniche parole che riuscì ad afferrare furono Evans, Mocciosus e bacio e non riusciva a carpire il nesso logico tra di loro. Quando capì che il nesso logico esisteva e la faccenda gli si schiarì per bene, le tre paia di braccia degli amici a stento riuscirono a trattenerlo.
“BRUTTO FIGLIO DI PUTTANA!!! LO AMMAZZO! LO AMMAZZO! ”
“James calmati! Devi aver battuto la testa…non hai nessun diritto sulla Evans! ”
“HO TUTTI I DIRITTI DI QUESTO MONDO! ”gridò mentre sferrava pugni a caso “LEI E’ MIA... HA GIURATO DI AMARMI!”
Sirus e Remus si guardarono in faccia stupiti.
“Ha proprio preso una bella botta!” decretarono all’unisono.

°°°

Nei due giorni che precedettero la festa di Natale del professor Slughorn, Lily e Severus, in veste di capiscuola delle rispettive Case, collaborarono fianco a fianco per l’organizzazione del torneo di scacchi per gli studenti dal terzo anno in poi, mentre James venne trascinato da un paziente Remus nell’organizzazione di un torneo di gobbiglie per i più piccoli.
La mattina di Natale James fu invitato all’esclusiva festa di Slughorn da una ragazza del sesto anno di Corvonero e lui, sebbene non riuscisse mai a ricordare se il nome della suddetta fosse Melania, Milena o Matilde, accettò. Almeno avrebbe potuto tenere d’occhio Lily e il Mocciosus che, a quanto si vociferava in giro, facessero ormai coppia fissa.
Quando James entrò nel salone dei Sotterranei adibito e addobbato per la festa portando a braccetto la sua dama raggiante, rischiò il torcicollo nel cercare di individuare la più famosa e peggio assortita coppia di Hogwarts, ma, stando a quanto riuscì a vedere tra la marea di gente, erano introvabili e nessuno pareva sapesse che fine avessero fatto. James cominciò a mordicchiare nervoso l’asta dell’ombrellino di carta che decorava il suo cocktail senza prestare un minimo d’attenzione alla ragazza che si sbracciava e si accalorava al suo fianco. Quando Melania, Milena o Matilde o tutte e tre insieme, capì che avrebbe fatto meglio a venire alla festa con un elfo domestico e lo abbandonò ai suoi pensieri per raggiungere un gruppo di amiche, James nemmeno se ne accorse.
Dopo una mezz’ora circa gli parve chiaro che i due alla festa non c’erano e prima che la professoressa McGranitt s’accorgesse di lui e attaccasse bottone discutendo dell’ultima partita di Quidditch, lasciò la sala.

Stava attraversando l’ultimo corridoio che l’avrebbe portato dai sotterranei direttamente al salone d’ingresso, quando le persone che aveva cercato fino a quel momento stavano venendo dalla direzione opposta chiacchierando e ridacchiando.
Erano giorni che Lily non gli rivolgeva più la parola, nemmeno per offenderlo, e non appena la vide la prima impressione fu quella di stupore, lo stesso che avrebbe provato nel trovarsi di fronte a una dea.
Era bellissima.
I capelli accesi come una vivida fiamma erano raccolti in una lunga treccia che le scendeva fino al petto e indossava un elegantissimo vestito di velluto verde scuro stile impero.
Era talmente assorto nella contemplazione che non s’accorse dell’orrendo ghigno soddisfatto che marcava le labbra del Serpeverde.
Lily si bloccò qualche attimo per la sorpresa, poi sollevò il mento emettendo un suono simile a uno sbuffò e continuò a camminare superandolo e aggrappandosi al braccio del suo cavaliere.
James strinse i denti dalla rabbia, poi si voltò di scatto e afferrò Lily per un braccio.
“Dobbiamo parlare! ” le disse.
“Non ho niente da dirti! ”
“Io sì! ” replicò sbuffando aria dal naso.
Severus estrasse la bacchetta, ma Lily lo fermò “Sevy…ti prego!”
James storse le labbra in un accesa smorfia di disgusto.
“Sevy?SEVY?!!Ma non ti vergogni?”
Lily affilò lo sguardo come un rasoio continuando a bloccare la mano armata di Piton.
“Vergognarmi?IO DOVREI VERGOGNARMI?SEI TU CHE HAI ABUSATO DI ME!”
Il Serpeverde allargò gli occhi sbigottito. Di certo s’era perso qualcosa.
“IO NON HO MAI ABUSATO DI TE!SEI STATA TU A COMINCIARE!”
“NON PUO’ ESSERE!NON SAREI MAI VENUTA A LETTO CON TE DI MIA SPONTANEA VOLONTA’!”
“E ALLORA TUTTE QUELLE PAROLE?”
“QUALI PAROLE?”
“JAMES TI AMO…SEI LA MIA VITA…NON HO MAI AMATO NESSUNO COME TE…ERA TUTTO FALSO…MI HAI SOLO ILLUSO!”
“NON RICORDO DI AVERLE DETTE!”
“MA LE RICORDO IO CAZZO!!!...le ricordo bene…”
James sentì di non avere più energie per urlare, ma avrebbe volentieri pianto se si fosse trovato da solo.
“Io ti ho creduta…sei stata la prima ragazza con cui ho fatto l’amore veramente…mi è sembrato un sogno e adesso…tu…l’hai fatto diventare un incubo…dimmi solo il perché...perché...qual è stato il mio errore? Forse desiderare un tuo sguardo anche se ostile...affondare la mia dignità di uomo nel fango che mi gettavi addosso...amarti per tutto questo tempo e ...amarti nonostante tutto...?”
Lily chinò il capo davanti a sé fissando il pavimento come calamitata. Le parole di James l’avevano colpita profondamente. Non s’accorse all’istante della furia vestita di nero che l’era passata davanti e che si era buttata con un ruggito su James.
Lily sbigottita si trovò la bacchetta di Severus in mano e quando alzò la testa vide il Serpeverde addosso a James che lo prendeva a pugni e che gridava “HAI ROVINATO TUTTO! ”
Lily cercò di farli smettere prima con le parole, poi lanciandosi su entrambi, ma fu sbalzata via.
James, preoccupato per la caduta di Lily, non vide un diretto dell’avversario centrargli il mento e che lo scagliò sulla parete di pietra viva facendogli sbattere violentemente la testa. Il colpo gli fece perdere i sensi e una scia di sangue lo seguì fino a quando si accasciò al suolo.
“JAMES! ” gridò Lily fiondandosi sul corpo inerte del giovane.
Severus la tirò per un braccio.
“Andiamo via Lily! Lascialo perdere! ”
“NO!L’HAI UCCISO! l’HAI UCCISO! TI ODIO! ” gli urlò percuotendolo con i pugni sul petto.
Il Serpeverde rimase raggelato dalle sue parole e dalle lacrime che scendevano copiose sulle sue guance. Rimase immobile come una statua di sale ad osservare la scena della donna che amava che stringeva a sé il corpo dell’uomo che odiava.

°°°

“Basta… non ne posso più!”
“Madama Chips ha detto che devi mangiare per rimetterti in forze”
James accettò un altro cucchiaio di minestra dalle mani di Lily lanciando uno sguardo assassino ai suoi amici malandrini che stavano soffocando dalle risate davanti a lui.
Lily aveva portato James in infermeria la sera prima ed era restata al suo fianco finché non aveva ripreso conoscenza ignorando le rimostranze dell’infermiera di turno. Poi gli era rimasta vicino per tutto il tempo, fino al
giorno seguente ripetendogli quando fosse stata sciocca e quanto l’amasse.
Un tempo, per avere quelle attenzioni da parte sua, James avrebbe dato via il conto alla Gringott o gettato la sua scopa nel fuoco, ma davanti ai suoi amici che si spanciavano mormorando battutine idiote, ne avrebbe fatto volentieri a meno, anche solo per qualche minuto o almeno finché non si fossero levati dalle scatole.
Remus, che era il più accorto dei tre, raccolse finalmente gli sguardi di supplica del suo amico e convinse la comitiva a togliere il disturbo.
James si sentì enormemente sollevato e senza dire nulla tolse il piatto dalle mani di Lily e l’afferrò per baciarla.
“James…l’infermiera!” biascicò sulle labbra morbide del ragazzo.
“mmmh…non mi serve!”
“James…ma non sei ancora in forze! ”
“Taci! ” e riprese a baciarla.
“Sì…mio signore! ”
“Sempre l’ultima parola, eh?”
“Sì! ”
Un ragazzo con occhi e capelli neri come la pece li osservava già da un minuto, immobile sull'ingresso dell’infermeria con una morsa che gli stringeva dolorosamente il petto.
Era appena uscito dalla biblioteca dove aveva consultato un vecchio manuale di pozioni avendo le conferme a ciò che l’aveva tormentato per tutta la notte.

POZIONE DELL’AMORE PERPETUO
Se correttamente preparata tale pozione ha la caratteristica di consolidare sentimenti d’amore già preesistenti o trasformare un semplice rapporto di amicizia in qualcosa di più importante. Poche somministrazioni della pozione in un arco abbastanza breve fanno si che i sentimenti provocati nel soggetto si rafforzino costantemente fino a diventare stabili e incancellabili.

ANTIDOTI
Non si conoscono attualmente antidoti che inibiscano il funzionamento della pozione dell’amore perpetuo, ma riportiamo un caso del 1890 in cui il soggetto designato aveva ingerito la pozione nascosta in una bevanda e che dalla stessa coppa abbia bevuto anche la persona di cui effettivamente il soggetto era innamorato. L’effetto principale per cui fu preparata la pozione fu annullato, ma consentì alla coppia predestinata di scoprire e consolidare i loro veri sentimenti.


Severus raggiunse i sotterranei scuro in volto e con un’oppressione al cuore che, ne era più che certo, non sarebbe andata mai più via.
Nella Sala Comune trovò ad attenderlo la cerchia dei suoi compagni di casa più infidi e pericolosi. Scambiò un cenno d’intesa con alcuni di loro e in gruppo si appartarono in una zona discreta attorno al caminetto. Severus poggiò la testa sul braccio teso e gli occhi fissi sulle fiamme alte che danzavano nella grande bocca del focolare.
Bellatrix era alle sue spalle. Non aveva avuto bisogno di voltarsi, ne aveva percepito l’odore.
“Severus…hai preso la tua decisione?” gli chiese con una voce piatta “Sei dei nostri?” continuò sempre con lo stesso tono di voce.
Severus Piton non si sentì più combattuto riguardo a ciò che avrebbe voluto fare della sua vita da quel giorno in poi. Le cose non sempre vanno come uno le progetta.
Non si voltò nemmeno per rispondere alla donna.
“Sì…sono dei vostri”
E il resto è storia.

Edited by Scar7 - 14/6/2006, 08:17


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Avresti dovuto avvisarmi anche tu come ho fatto io,
dirmi che anch’io avrei ricordato per sempre
il tuo corpo ancora vergine che mi si scioglie tra le mani,
e che separarmene sarebbe stato doloroso,
e ad ogni passo più ovattato e distante del precedente,
avrei sentito questo fottuto nodo in gola.
[Rumori, Orchidea Fantasma]


E Draco seppe che l'unica cosa da fare in quel momento, l'unica cosa che il suo cuore gridasse a squarciagola alla sua mente, era di baciare Harry e strapparlo via da tutto quel dolore, da tutta quella morte. Baciare le sue labbra e le sue lacrime e stringerlo.
Ma non avrebbe mai potuto approfittare della sua debolezza, piuttosto avrebbe ingoiato quel suo folle desiderio e l'avrebbe represso per sempre. Esitò.
E fu baciato. [Lo scrittore, Soferiel]


Nessuno porta mai fiori sulla tua tomba.
Nessuno la pulisce dalle erbacce.
Nessuno spolvera la fotografia dei tuoi 18 anni.
Nessuno sosta mai davanti a questa lapide.
Solo io.
Solo io continuo a venire, perché sono l’unico rimasto.
E perché, scioccamente, ti amo ancora. [Il frammento by Prof.ssa Cooman]


L'egoismo non consiste nel vivere come ci pare
ma nell'esigere che gli altri vivano come pare a noi
[Oscar Wilde]

Chi sogna di giorno sa molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte
[Edgar Allan Poe]


Sei davvero Harry Potter? Oh... bè, pensavo che fosse uno degli scherzi di Fred e George.
La voce di Ron.
Scusate, avete mica visto un rospo? La voce di Hermione.
Non so se nessuno te l'ha mai detto... io sono il tuo padrino. La voce di Sirius.
Non ho paura Harry. Sono con te. La voce di Silente.
E' così che finisce, Potter. Nel buio. La voce di Voldemort.


[Memento by Soferiel]


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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 12:59, 6 minuti fa


Bellissima!!Veramente molto bella!!


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~All © .:Alexis:. Non pensare neanche lontanamente
di copiare la mia firma, altrimenti chiamo Nerone e vediamo,
se era o meno un piromane. u.u
 
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/12/2009, 21:02


Gai commentata a suo tempo ma mi ripeto bellissima e intrigante.

"Una vita non basta meglio una non-vita e la morte è solo il principio."

"La morte sorride a tutti;un uomo non può far altro che sorriderle di rimando."
(Marco Aurelio)


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E tu che personaggio di bleach sei? Vieni a scoprirlo!
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/12/2009, 17:54


grazie ragazzi!


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Avresti dovuto avvisarmi anche tu come ho fatto io,
dirmi che anch’io avrei ricordato per sempre
il tuo corpo ancora vergine che mi si scioglie tra le mani,
e che separarmene sarebbe stato doloroso,
e ad ogni passo più ovattato e distante del precedente,
avrei sentito questo fottuto nodo in gola.
[Rumori, Orchidea Fantasma]


E Draco seppe che l'unica cosa da fare in quel momento, l'unica cosa che il suo cuore gridasse a squarciagola alla sua mente, era di baciare Harry e strapparlo via da tutto quel dolore, da tutta quella morte. Baciare le sue labbra e le sue lacrime e stringerlo.
Ma non avrebbe mai potuto approfittare della sua debolezza, piuttosto avrebbe ingoiato quel suo folle desiderio e l'avrebbe represso per sempre. Esitò.
E fu baciato. [Lo scrittore, Soferiel]


Nessuno porta mai fiori sulla tua tomba.
Nessuno la pulisce dalle erbacce.
Nessuno spolvera la fotografia dei tuoi 18 anni.
Nessuno sosta mai davanti a questa lapide.
Solo io.
Solo io continuo a venire, perché sono l’unico rimasto.
E perché, scioccamente, ti amo ancora. [Il frammento by Prof.ssa Cooman]


L'egoismo non consiste nel vivere come ci pare
ma nell'esigere che gli altri vivano come pare a noi
[Oscar Wilde]

Chi sogna di giorno sa molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte
[Edgar Allan Poe]


Sei davvero Harry Potter? Oh... bè, pensavo che fosse uno degli scherzi di Fred e George.
La voce di Ron.
Scusate, avete mica visto un rospo? La voce di Hermione.
Non so se nessuno te l'ha mai detto... io sono il tuo padrino. La voce di Sirius.
Non ho paura Harry. Sono con te. La voce di Silente.
E' così che finisce, Potter. Nel buio. La voce di Voldemort.


[Memento by Soferiel]


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 28/12/2009, 08:23


L'avevo già letta su efp povero piton tanto lavoro per niente,Adoro le ff su J/L questa è molto carina :bravo:

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/12/2009, 17:54


grazie Lise, mi ha fatto piacere che hai apprezzato.


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Avresti dovuto avvisarmi anche tu come ho fatto io,
dirmi che anch’io avrei ricordato per sempre
il tuo corpo ancora vergine che mi si scioglie tra le mani,
e che separarmene sarebbe stato doloroso,
e ad ogni passo più ovattato e distante del precedente,
avrei sentito questo fottuto nodo in gola.
[Rumori, Orchidea Fantasma]


E Draco seppe che l'unica cosa da fare in quel momento, l'unica cosa che il suo cuore gridasse a squarciagola alla sua mente, era di baciare Harry e strapparlo via da tutto quel dolore, da tutta quella morte. Baciare le sue labbra e le sue lacrime e stringerlo.
Ma non avrebbe mai potuto approfittare della sua debolezza, piuttosto avrebbe ingoiato quel suo folle desiderio e l'avrebbe represso per sempre. Esitò.
E fu baciato. [Lo scrittore, Soferiel]


Nessuno porta mai fiori sulla tua tomba.
Nessuno la pulisce dalle erbacce.
Nessuno spolvera la fotografia dei tuoi 18 anni.
Nessuno sosta mai davanti a questa lapide.
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Solo io continuo a venire, perché sono l’unico rimasto.
E perché, scioccamente, ti amo ancora. [Il frammento by Prof.ssa Cooman]


L'egoismo non consiste nel vivere come ci pare
ma nell'esigere che gli altri vivano come pare a noi
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Sei davvero Harry Potter? Oh... bè, pensavo che fosse uno degli scherzi di Fred e George.
La voce di Ron.
Scusate, avete mica visto un rospo? La voce di Hermione.
Non so se nessuno te l'ha mai detto... io sono il tuo padrino. La voce di Sirius.
Non ho paura Harry. Sono con te. La voce di Silente.
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